Produrre una pipa è bello perché si esprime la fantasia e si cerca di trasformare un tozzo cubetto di legno in qualcosa dalle forme il più possibile aggraziate.
Questo non significa però che sia tutto rose e fiori…
Non è raro che accada che il pezzo di legno che si sta cercando di trasformare non arrivi a diventare l’oggetto desiderato! Il peggior nemico di un artigiano è senza dubbi la fretta.
Man mano che il legno si modella può infatti venire la frenesia di vedere velocemente la pipa completa… è lì che si nasconde il tranello! Modellare un cannello è cosa delicata; un colpo di tornio troppo deciso può romperlo, un eccesso di limatura nel tentativo di snellirlo velocemente può finire per assottigliarlo troppo rispetto al bocchino. Anche le operazioni di foratura del fornello e del cannello nascondono insidie non da poco.
Il foro piccolo del cannello deve sbucare al centro basso del fornello; la foratura per l’innesto del bocchino deve essere fatta bene, altrimenti quest’ultimo finirà per guardare in basso, in alto, a destra o a sinistra mentre una bella pipa deve essere dritta.
Altri problemi possono emergere dalla radica stessa che si sta lavorando. Più volte mi è ca
pitato in imbattermi, a lavorazione avanzata in una o più crepe! Certe crepe, se le si guarda alle lente sembrano dei crateri, come si fa ad andare avanti?!?
In tutti questi case e in altri non menzionati si finisce per dover buttare la radica nella spazzatura e con lei il tempo impiegato per lavorarla! È come una fitta al cuore e per superarla viene voglia di prendere in mano un altro pezzo di radica e ricominciare subito a lavorare… ma attenzione alla fretta! Sono questi i casi più frequenti che portano a buttare, dopo il primo anche il secondo pezzo di radica!
È un po’ la storia della pipa Sam. Dopo aver lavorato il pezzo di radica e aver fatto il foro per l’innesto del bocchino mi sono accorto che il perno di quel particolare bocchino aveva un diametro leggermente più di quello dei soliti bocchini… roba da poco, qualche decimo di millimetro, ma sufficiente perché il bocchino risultasse lasco… non si può vendere una pipa con il bocchino che balla nel cannello!

È così che quella pipa si è trasformata in un portamatite che accoglie una penna a sfera in legno di mia produzione…
Prendo subito tra le mani un secondo pezzo di radica per rifare la pipa ma anche in questo secondo caso la fortuna non mi accompagna e finisco per dover buttare il pezzo in pattumiera…
Va beh… quando le cose devono andare storte…
In mio aiuto viene il fatto che ritrovandomi senza scorta di radica, sono costretto a tenere a freno la fretta e la voglia di ricominciare immediatamente!
L’ordine della radica lo faccio subito ma anche in questo caso non mancano gli inconvenienti e perché arrivi bisogna armarsi di santa pazienza… ma alla fine attiva.
Scelgo un pezzo e comincio a progettare la pipa.


Questa volta mi impongo di fare il tutto con la necessaria calma e mi metto al lavoro. Non voglio correre rischio di buttare anche questo pezzo di radica così decido di realizzarla completamente a mano. Si mette da parte il tornio e si dispongono sul banco lime, raspe, sega e carta di vetro.
E dopo qualche tempo di lavoro, la pipa comincia ad assumere le prime forme dell’oggetto che dovrà diventare…
È ancora lontano dall’essere una pipa, ma pian piano…

… ci si avvicina al risultato!

La “Pipa Sam” me la sono proprio sudata! Probabilmente, dal punto di vista economico non è stato un affare… alla fine però devo dire che mi sento soddisfatto.



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