
Su vari forum presenti in internet si leggono spesso delle disquisizioni legate alle forme della pipa in relazione alla bontà della fumata.
Io credo che questo aspetto non sia puramente estetico; se l’efficacia della fumata dipende dalla capacità della camera di combustione di creare isolamento rispetto all’esterno e dalla sua capacità di disperdere l’umidità dalla parte superiore del tabacco, la bontà di una pipa deve essere per forza legata alle dimensioni della testa e del fornello.
Dal diametro di testa e fornello ne deriva per differenza lo spessore delle pareti che è un elemento capace di influire sia sull’isolamento della camera (con l’aumentare dello spessore evidentemente aumenta l’isolamento) che sulla sua capacità di dispersione dell’umidità (se le pareti sono sottili è più facile che l’umidità si disperda attraverso di esse).
Esistono poi degli studi secondo i quali livello di isolamento e di dispersione dell’umidità dipendono della relazione esistente tra il diametro del fornello e la sua profondità.
Non nascondo il fascino che hanno per me queste disquisizioni!
La pipa deve essere bella e deve essere funzionale. Tutti amiamo il bello, ma un esperto fumatore potrebbe lasciare una bellissima pipa perennemente in vetrina e fumare con regolarità una vecchia e brutta pipa tutta rovinata, ma costruita con regole tali che la rendono amabilmente apprezzabile.
Ovviamente tutti ci auguriamo di poter tenere tra me mani una pipa molto bella e costruita a regola d’arte… è affascinante però pensare che quest’oggetto non sia solamente frutto di una abilità manuale di alcuni artigiani (poi trasferita su precise macchine a controllo numerico) ma sia il risultato di studi scientifici su principi fisici che regolano la combustione.
Credo che questo sia il know-how che rende alcune pipe migliori di altre… ovviamente a condizione che i materiali utilizzati siano buoni.

Link che ti potrebbero interessare:
Le pipe del Tiglio acquistabili
Lascia un commento